COLLEGAMENTO ALLA FACOLTA' DI SCIENZE POLITICHE COLLEGAMENTO ALL'UNIVERSITA' DEL PIEMONTE ORIENTALE  - AMEDEO AVOGADRO

In seguito alla legge Gelmini, dal 01/01/2012 la Facoltà di Scienze Politiche è diventata parte del DIPARTIMENTO DI GIURISPRUDENZA E SCIENZE POLITICHE, ECONOMICHE E SOCIALI (http://www.digspes.unipmn.it)
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L'OFFERTA FORMATIVA PER L'A.A. 2012/2013 SI TROVA SUL SITO DEL DIPARTIMENTO: http://www.digspes.unipmn.it/offerta_formativa.php


A.A. 2011/2012 --- Asti

Laboratorio innovazione e servizio sociale A


Codice GISS: NON COMUNICATO
Settore scientifico: sps/07
Corso di laureaIl corso si tiene a l'indirizzo: Area Fabrizio De André, 14100 Asti
Titolare del corso:
Crediti: 2
Ore: 24
Anno: 3
Semestre: 2
Organizzazione del corso: Lezioni, Esercitazioni
Modalità di erogazione: Tradizionale
Modalità di frequenza: Consigliata

MATERIALE DIDATTICO: https://sp.dir.unipmn.it/course/view.php?id=67

[English] English Version

. Supporti alla didattica in uso alla docenza

Presentazione slides (formato power point) sui contenuti del laboratorio
Presentazione e distribuzione documentazione sul tema

. Prerequisiti al corso

Principi e fondamenti del Servizio Sociale
Principi e fondamenti sul sistema di programmazione degli interventi e dei Servizi Sociali

. Obiettivo del corso

Il laboratorio è orientato a:

. Competenze e conoscenze attese

Alla conclusione del laboratorio lo/a studente/ssa sarà in grado di:

. Propedeuticita' del corso

implementare la capacità di riflettere e comprendere i principali meccanismi relativi a: l'attivazione, organizzazione e gestione di processi partecipativi e concertativi; la programmazione, progettazione e gestione dei servizi sociali ; il monitoraggio e valutazione di piani e progetti nel sociale.

. Programma del corso

Tema del laboratorio: “Lo strumento dei Piani di Zona del sociale: la sfida per le politiche integrate”

Il laboratorio è articolato in quattro unità di apprendimento che saranno sviluppate in diverse giornate.

Parte I: Sulle politiche dei servizi alla persona
Le caratteristiche del sistema di Welfare locale: principi e criteri ispiratori.
Il sistema integrato di interventi e servizi.
Lo strumento Piano di Zona.

Parte II: Sui modelli di governance locali
L'esercizio unitario delle funzioni programmatorie e la gestione unitaria di interventi e servizi.
L'esercizio delle responsabilità istituzionali, nella duplice dimensione politica e tecnica, nel garantire politiche integrate.
L'esercizio delle responsabilità partecipative.
Esempi di modelli di governance locali.

Parte III: Sugli Uffici di Piano
Definizione e tipologie organizzative.
Funzioni e prodotti nelle diverse fasi del ciclo di vita del Piano di Zona.
Problematiche connesse ai diversi modelli di collocazione degli Uffici di Piano nei modelli di governance locali.

Parte IV: Sulla valutazione e il monitoraggio dei Piani di Zona
Definizioni e tipologie.
Principi ed attenzioni metodologiche.
Il disegno di valutazione.
La valutazione nei Piani di Zona.

. Attivita' di supporto alla didattica

Sarà valutata positivamente l'opportunità di favorire momenti di ascolto e confronto con alcune qualificate esperienze di processi di programmazione dei Piani di Zona attraverso l'audizione, in alcune giornate di laboratorio, di alcuni testimoni privilegiati (direttori di enti gestori referenti dei piani di zona, responsabili di tavoli tematici, organizzazioni del terzo settore, etc)

. Strumenti didattici

Esercitazioni in sotto-gruppi con sintesi finali in plenaria
Analisi casi concreti e progetti dei Piani di Zona
Lettura di documenti forniti dalla docente
Coinvolgimento attivo dei partecipanti
Attenzione alla restituzione costante dei lavori/approfondimenti svolti

. Bibliografia - Testi d'esame

Battistella A.; De Ambrogio U; Ranci Ortigosa E. – “Il Piano di Zona. Costruzione, gestione, valutazione.” – Carocci Faber 2004;
Bezzi C. – “Il disegno della ricerca valutativa” – F. Angeli 2003 (edizione aggiornata);
De Ambrogio U. – “Valutare gli interventi e le politiche sociali” – Carocci Faber 2003;
Girotti F. (a cura di), Università degli Studi di Torino- Dipartimento di Scienze Sociali- “I Piani sociali di Zona nella Provincia di Torino: processi decisionali e dinamiche partecipative”, 2009
Leone L., M. Prezza - “Costruire e valutare i progetti nel sociale”, Franco Angeli 2003;
Merlo G.- Dispensa di politica sociale II - Modelli di programmazione dei servizi (2009) Università degli Studi di Torino, Facoltà di Scienze Politiche, Laurea Specialistica in Programmazione delle politiche e dei servizi sociali;
Negri N. (a cura di), Università degli Studi di Torino- Dipartimento di Scienze Sociali - “La programmazione del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali nella Regione Piemonte: i Piani di Zona 2006-08”, 2008;
Vernò F.- “Lo sviluppo del welfare di comunità. Dalle coordinate concettuali al gruppo di lavoro.” Carocci Faber, marzo 2007
Principali Leggi e provvedimenti giuridico-amministrativi di Settore ( L. 328/2000; L.1/2004; L. 18/2007; DGR. N.51-13234 del 3/08/2004 “Linee guida sulla realizzazione dei PdZ –triennio 2005-2007”; DGR. N.28-12295 del 5/10/2009 “Linee guida sulla realizzazione dei PdZ- triennio 2010-2012 “, etc)
Provincia di Milano- Direzione centrale affari sociali, Settore politiche sociali, Ufficio supporto ai comuni: Linee Guida per la predisposizione dei Piani di Zona; Linee Guida per la valutazione dei Piani di Zona; Linee Guida per l'attivazione ed il coordinamento dei gruppi di lavoro nel ciclo di vita del Piano di Zona.

Ulteriori precisazioni sui testi e libri consigliati saranno fornite dalla Docente durante le giornate di laboratorio.

. Controllo dell'apprendimento

Prova orale
Prova scritta (nel caso la frequenza al laboratorio risulti inferiore al 60% della durata complessiva del laboratorio)

. Modalita' e descrizione della verifica

- Prove scritte - Prove orali -

L'esame finale sarà svolto in forma orale mediante un colloquio da realizzarsi nel corso dell'ultima sessione laboratoriale; sarà invece da prevedersi in forma scritta (sotto forma di un elaborato su una delle tematiche trattate) nel caso in cui la frequenza al laboratorio risulti inferiore al 60% della durata complessiva del laboratorio. Il colloquio mirerà a valutare la capacità di apprendimento, di analisi critica e di effettuare collegamenti concettuali. Lo/la studente/ssa che sosterrà positivamente il colloquio conseguirà l'idoneità al laboratorio.

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